URANIO IMPOVERITO

23/02/2017

Ottenere giustizia per  essersi ammalati a causa dell’esposizione all’uranio impoverito: la battaglia più dura da vincere


Uranio impoverito: un’ altra ingiustizia di Stato, un altro settore di intervento che curiamo da anni per cercare di rendere voce e giustizia a chi per aver fatto il proprio dovere si è ammalato per esposizione all’ uranio impoverito.

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La responsabilità per l’eventuale malattia contratta dal soggetto è riconducibile a coloro che avrebbero dovuto tutelare la salute dei soggetti loro sottoposti, quindi è necessario dimostrare che il Ministero della Difesa, in ambito militare, ovvero i relativi responsabili in ordine a ulteriori altri rapporti fossero stati a conoscenza della presenza del materiale radioattivo senza avere disposto l’adozione di protezioni.



Pertanto, la mancata informazione da parte dei responsabili dei lavoratori sia civili che militari sulla pericolosità della missione che si svolge in ambienti radioattivi, e la conseguente mancata adozione dei mezzi di prevenzione permettono un’azione di responsabilità (ex art. 2043 c.c.) nei confronti dei responsabili qualora sia dimostrato che la malattia è conseguenza certa dell’esposizione alla fonte radioattiva.



Il 22/02/2016  il programma televisivo “Le Iene” ha mandato in onda un servizio “inchiesta” a cura di Luigi Pelazza dal titolo “ I soldati che non muoiono in battaglia”, riteniamo utile riprodurre il link al servizio perché la travagliata esperienza di coloro che si sono ammalati per esposizione all’ uranio, che hanno diritto ad ottenere giustizia ed un giusto risarcimento,  deve essere raccontata.



 


http://www.iene.mediaset.it/puntate/2017/02/22/pelazza-i-soldati-che-non-muoiono-in-battaglia_10826.shtml