RISARCIMENTO DANNI DA ESPOSIZIONE AD AMIANTO

23/03/2015

Cassazione - amianto: i datori di lavoro devono dimostrare aver adottato ogni misura possibile per la protezione della salute dei lavoratori


La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 11128 del 16 marzo 2015 ha ribadito alcuni fondamentali principi in tema di protezione dei lavoratori esposti all’amianto.
La Suprema corte sulla base di consolidata letteratura scientifica ha innanzitutto precisato come sussista  un rapporto esponenziale tra dose cancerogena assorbita - determinata dalla durata e dalla concentrazione dell’esposizione alle polveri di amianto - e risposta tumorale.
Tale considerazione incide inevitabilmente nella determinazione della prescrizione del reato, facendo decorrere il calcolo del tempo dalla cessazione all’esposizione al minerale in questione.
Infine anche in tema di nesso di causalità i Giudici di Piazza Cavour hanno puntualizzato come il datore di lavoro per liberarsi dalle imputazione riguardanti le lesioni e la morte dei lavoratori esposti all’amianto debba dimostrare di aver adottato oltre alle protezioni standard conosciute all’epoca del fatto anche le ulteriori misure preventive necessarie a ridurre il rischio concreto di contrazione della malattia, assolvendo così all’obbligo di garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, posto che la pericolosità dell’amianto era nota fin dagli anni ’60.
Si tratta quindi dell’ennesimo precedente giurisprudenziale che rende giustizia alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno subito gravi danni alla salute a causa dell’esposizione all’amianto.
Gestione Crediti Pubblici anche alla luce di pronunce come questa continuerà il suo costante impegno per la tutela di tutte le vittime dell’amianto.