INADEMPIMENTO DIRETTIVE COMUNITARIE

31/10/2014

LEGGE EUROPEA 2013 BIS: L'ITALIA FA DIETROFRONT SUL DIRITTO AL RIPOSO PER I MEDICI DIRIGENTI DEL SSN



Il 21 ottobre 2014 il Parlamento italiano ha approvato - in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - la c.d. "legge comunitaria" con la quale l'Italia recepisce nell'ordinamento interno le norme giuridiche emanate dall'Unione Europea.
L'art. 14 della suddetta legge, decorsi 12 mesi dalla sua entrata in vigore, abroga il comma 13 dell'art. 41 D.L. 112/2008 e il comma 6 bis dell'art.17 D.Lgs. 66/2003, i quali avevano escluso l'applicazione del diritto al riposo giornaliero e settimanale - così come riconosciuto della direttiva 88/2013 - al personale medico dirigente del Servizio Sanitario Nazionale.
Il legislatore ha inoltre demandato alla contrattazione collettiva di comparto la disciplina delle deroghe alle disposizioni in materia di riposo per il personale medico dirigente del SSN, prevedendo periodi di riposo compensativo ovvero altre adeguate misure di protezione. La stessa legge ha inoltre previsto che nelle more del rinnovo dei contratti collettivi vigenti, le disposizioni contrattuali in materia di durata settimanale dell'orario di lavoro e di riposo giornaliero in deroga alla direttiva 2003/88, cessano di avere applicazione sempre decorsi 12 mesi dall'entrata in vigore della legge comunitaria.
Il legislatore italiano ha infatti deciso di rivedere completamente la propria normativa interna anche alla luce del deferimento dell'Italia innanzi la Corte di Giustizia Europea proprio per il non corretto recepimento della direttiva 88/2003 con riguardo alla posizione dei  dirigenti del SSN.
L'entrata in vigore della nuova legge comunitaria  segna una svolta per le condizioni di lavoro dei medici dirigenti ai quali - anche se solo tra 1 anno - non potranno più essere applicati turni massacranti.
Resta però aperta la questione dei riposi non goduti in passato. Per questo Gestione Crediti Pubblici sta promuovendo su tutto il territorio nazionale un'azione collettiva volta proprio al riconoscimento dei compensi per la violazione del diritto al riposo così come riconosciuto dalla legge europea.


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