Risarcimento danni per esposizione all'amianto - asbesto


Risarcimento danni per esposizione amianto

Amianto: la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso (almeno apparentemente) in molti paesi, tra cui anche l’Italia, eppure a distanza di anni continua a mietere vittime. Ottenere un risarcimento è diritto sia di chi ha sviluppato una patologia da amianto, sia di chi è anche solo stato esposto all’amianto, per lavoro o per altri motivi.

Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: un'esposizione prolungata nel tempo o a elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarne le patologie associate (asbestosi, tumori alla pleura, carcinomi polmonari, ecc.). E’ per questo motivo che la sola esposizione all'amianto determina già le condizioni per ottenere un risarcimento. 

In quali casi puoi richiedere un risarcimento?

  • Se hai contratto una malattia legata all’esposizione ad amianto: è il caso di molti operai, ferrovieri, marittimi, che hanno lavorato a contatto con l’amianto. 
  • Se hai subito un danno morale a causa di esposizione all’amianto, a prescindere da una lesione effettiva dell’integrità psicofisica.

Risarcimento legato all’insorgere di una malattia asbesto-correlata

Nei casi in cui si sia contratta una malattia per esposizione all’amianto, il diritto al risarcimento può essere fatto valere in ogni caso in cui l’insorgenza della malattia sia in relazione con l’avvenuta esposizione al materiale stesso e tale diritto è da pretendere indipendentemente dal fatto che al soggetto sia stato riconosciuto o meno un indennizzo.

La legge n. 257 del 1992 legifera (tra le altre cose) i benefici riconosciuti ai lavoratori esposti all’amianto. In tal senso, introduce una rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici per i periodi lavorativi che prevedono un’esposizione al minerale nocivo. Ma ciò che è più importante è che la persona lesa ha diritto e ha interesse a chiedere anche un risarcimento, che nella maggior parte dei casi supera di gran lunga la cifra riconosciuta per l’indennizzo.

Risarcimento del danno morale

Il risarcimento del danno morale per il turbamento psicofisico connesso ai pericoli dell'esposizione all'inquinamento ambientale può anche prescindere da una lesione effettiva dell’integrità psicofisica della persona. Ciò che si richiede in ogni caso è la dimostrazione, a cura del richiedente, della rilevante gravità dell’evento, del reale turbamento psichico e dell’esistenza di una relazione fra tale turbamento e l’evento dannoso (l’esposizione all’amianto).

Questo principio è stato affermato dalla Corte Costituzionale in riferimento a una controversia di richiesta di risarcimento danni, mossa dai dipendenti di un'azienda, esposti all'inalazione di polveri di amianto nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative ed è in linea con il consolidato orientamento giurisprudenziale, inaugurato dalla sentenza del 21 febbraio 2002 (Cass. S.U. n. 2515 del 2002) in relazione al caso Seveso. In quel contesto, infatti, la Suprema Corte affermò l'autonoma risarcibilità (a prescindere dalla lesione di un'integrità psicofisica e dall'esistenza di altri danni patrimoniali) del danno morale soggettivo, in favore dei soggetti esposti a un ambiente inquinato, qualora sia raggiunta la prova dell'effettivo turbamento psichico conseguente all'esposizione.

Termini per richiedere un risarcimento

Nella richiesta danni per esposizione lavorativa all’amianto il termine di prescrizione è quello dell’illecito contrattuale e quindi di 10 anni dalla presa coscienza del nesso tra il danno subito e il contatto con l’amianto; mentre per la richiesta danni per esposizione all’amianto extra lavorativa – ipotesi che può venire in rilievo per i parenti del lavoratore che abbiano comunque subito dei danni – normalmente il termine di prescrizione è di 5 anni dal verificarsi dell’evento lesivo.

Gli effetti negativi dell’esposizione all’amianto possono manifestarsi in un momento molto successivo alla esposizione stessa. Proprio per questo motivo il termine iniziale da prendere in considerazione per la prescrizione del diritto al risarcimento deve farsi decorrere dal momento in cui il danneggiato abbia preso coscienza del nesso esistente tra il danno presente e la causa remota (l’esposizione all’amianto per l’appunto).

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