malattie professionali e amianto

malattie professionali e amianto

Malattie professionali. Storie di patologie: amianto killer

Nonostante l’amianto sia stato messo al bando da tempo grazie alla legge numero 257 del 1992, i morti di amianto sono sempre in aumento, il problema delle malattie asbesto-correlate non accenna a diminuire. Sono sempre più numerosi i familiari che si sono rivolti, grazie all’ausilio di avvocati, a tribunali per capire se potevano avvalersi di un risarcimento. Numerose le questioni controverse che sono state dipanate sulle malattie professionali, tante le vittorie ottenute in aula di tribunale anche se raggiunte dopo anni di lotte.

Tra le grandi conquiste ottenute all’interno delle “malattie sul lavoro“, un esempio tra tanti è quello di un rappresentante delle forze dell’ordine, nello specifico un finanziere affetto da asbestosi. Solo a distanza di tempo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti emesso per l’appuntato scelto (oggi in congedo) il riconoscimento di “Vittima del Dovere”.

malattie professionali

Vittima del Dovere cosa significa:

Sono considerati vittime del dovere (sinonimo di vittima) tutti i dipendenti pubblici e appartenenti a Forze Armate e Comparto Sicurezza che hanno contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali è conseguito il decesso, in occasione o a seguito di missioni di ogni natura, impiegati:

  • nel contrastare ogni tipo di criminalità;
  • nell’impiego e svolgimento di attività di servizio di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in interventi di operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

 

tumori amiantoSituazione simile quella vissuta dai familiari di un vigile del fuoco deceduto a seguito di complicanze derivanti dalla prolungata esposizione all’amianto per ragioni di servizio che lo hanno portato all’infausta diagnosi di mesotelioma pleurico. Il Tribunale di Genova ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire i familiari del militare per una cifra superiore ai 600.000 euro. Come facilmente evidenziabile la fibra killer mina la salute di tantissime persone in totale silenzio. Non è un caso che migliaia di lavoratori abbiano scoperto la malattia solo dopo una lunga incubazione. 

denuncia malattia professionaleAltra storia non meno importante quella vissuta da alcuni dipendenti e dell’indotto che hanno sempre lavorato nel comparto ferroviario: vicenda al limite del grottesco che deve veramente far riflettere. Come tutti sanno, quando parliamo di Ansaldo Breda facciamo riferimento ad una delle industrie principali, con tutte le sue successive trasformazioni e passaggi di proprietà, che ha accompagnato la storia del trasporto ferroviario per molti decenni, essendo impegnata nella costruzione di materiale rotabile per il settore ferroviario. 

Ebbene, ragionando in meri termini numerici, i lavoratori a rischio, ossia quelli esposti all’amianto durante le operazioni di smantellamento, si potevano contare in cifre vicine alle 250 unità. Ad oggi, solo 94 lavoratori sono stati riconosciuti del aver corso questo rischio e come tale avranno 6 anni e 3 mesi di uscita anticipata dal lavoro. Motivazione? Il rischio di un’aspettativa di vita inferiore.

Una buona notizia che però non ha certo il sapore di serenità. Per tutti gli altri, nonostante fossero al loro fianco — pur vivendo gli stessi rischi di esposizione all’amianto durante lo stesso periodo — non sono previsti riconoscimenti a causa di un codice Ateco non corretto e quindi non direttamente collegabile al settore ferroviario. Visti i periodi di latenza molto lunghi (che possono sfociare in lassi di tempo che vanno tra i 15 ed i 40 anni) non dovremo stupirci nel caso di un innalzamento dei casi nei prossimi anni.

Le malattie professionali: la sussistenza del nesso causale morti amianto

Un aspetto da non sottovalutare quando si parla di morti per amianto a causa di malattie professionali è proprio quello che consideriamo “tabellare”. Con questo termine intendiamo definire solo ed esclusivamente placche pleuriche, asbestosi, mesotelioma pleurico. In realtà dobbiamo allargare il nostro punto di orizzonte, guardare se esiste una sussistenza del nesso causale.

Cosa si intende per sussistenza del nesso causale?

amianto mortiPer nesso causale si intende il legame che c’è tra azione e la sua conseguenza. Detto in altri termini, il nesso di causalità è il rapporto causa/effetto, per cui ad una determinata azione corrisponde uno specifico evento dannoso. Nel caso di specie difatti è stato dimostrato un nesso causale tra l’esposizione ad amianto ed il tumore al colon. Nutrita letteratura medica ha dimostrato la presenza di fibre di asbesto nei tessuti del colon nel 32% di soggetti affetti da cancro al colon ed esposti a tale sostanza.

In sintesi i Giudici di Piazza Cavour hanno introdotto un concetto molto importante  per tutti quei lavoratori che soffrono di patologie non tabellate ma la cui insorgenza è riconducibile – alla luce di evidenze scientifiche e medico legali accreditate – all’esposizione alle fibre di asbesto.

 

2022-05-06T14:33:27+02:0015 Marzo 2022|Approfondimenti|