Anche al dializzato spetta il diritto all’indennizzo previsto dalla legge 210/1992

Anche al dializzato spetta il diritto all’indennizzo previsto dalla legge 210/1992

Con la sentenza pubblicata lo scorso 10 gennaio 2018 (cfr allegato) il Tribunale di Latina ha condannato il Ministero della Salute a corrispondere al paziente che aveva contratto il virus dell’HCV a seguito di dialisi l’indennizzo previsto dalla legge 210/1992. 

A seguito della domanda amministrativa presentata tempestivamente dal danneggiato la Commissione Medica Ospedaliera, pur ritenendo che la malattia rientrava tra quelle tabellate di cui al DPR 834/81, aveva espresso diniego al riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 210/1992 sul presupposto dell’assenza del nesso causale tra l’infermità contratta ed il trattamento emodialitico.

Il paziente ricorreva pertanto al Giudice del Lavoro di Latina chiedendo che venisse accertato il suo diritto all’indennizzo. 

Espletata CTU medico legale la quale aveva dato conferma che la trasmissione del virus da HCV era da individuarsi nelle pratiche emodialitiche a cui il paziente era stata sottoposto, la domanda del ricorrente veniva accolta ed il Ministero condannato a corrispondergli l’indennizzo previsto dalla legge 210/1992 nella misura pari all’VIII categoria della tabella A del DPR 834/81 con decorrenza dal mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa.

Nella parte motiva della sentenza si richiama l’indirizzo già espresso sul punto dalla giurisprudenza, anche di legittimità, che ha da tempo ampliato la possibilità di richiedere i benefici previsti dalla legge 210/92 anche ai dializzati che hanno contratto il virus dell’HCV “a causa di una insufficiente pulizia della macchina dalle sostanze ematiche lasciate da altro paziente ” (cfr. Corte di Cassazione, sentenza 9148 depositata il 16/04/2013).

Secondo la giurisprudenza, quindi, il Ministero della Salute è responsabile anche se il danno non è derivato da una trasfusione eterologa, dovendosi estendere la tutela prevista originariamente dal legislatore per le trasfusioni di sangue infetto, le vaccinazioni obbligatorie e le somministrazioni di derivati anche all’ipotesi di reinserimento nel corpo della persona sottoposta a dialisi del suo stesso sangue, infettato per contatto con sangue eterologo. 

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2018-01-17T16:45:33+01:0017 Gennaio 2018|Danni emotrasfusioni infette|