CTU del Tribunale di Roma riconosce nesso di causalità tra trasfusione del 1975 ed insorgenza epatite HCV

CTU del Tribunale di Roma riconosce nesso di causalità tra trasfusione del 1975 ed insorgenza epatite HCV

Anche prima della legge n. 107/90 il Ministero della salute era investito dell’obbligo di vigilare in materia di trasfusioni

Il danneggiato seguito dai legali dello staff di Gestione Crediti Pubblici ha promosso la causa presso il Tribunale di Roma, adesso con relazione del  CTU del Tribunale di Roma è stata riconosciuta la sussistenza di nesso causale fra le due trasfusioni di sangue somministrate al paziente nel 1975 presso l’ospedale Umberto I e l’insorgenza di epatite HCV correlata.

La relazione evidenzia infatti come anche prima dell’entrata in vigore della legge 107/90, sul Ministero della Salute ricadesse l’obbligo di controllo e vigilanza in materia trasfusionale nonché l’attuazione della legislazione statale e delle normative comunitarie vigenti all’epoca dei fatti volte a dettare condotte precauzionali idonee a prevenire ed evitare contagi post-trasfusionali.

Viene dal CTU sottolineato il comportamento omissivo del Ministero che non doveva solo emanare direttive e autorizzazioni per la raccolta del sangue e degli altri emoderivati, ma doveva soprattutto vigilare sull’applicazione di detti atti normativi, proprio in considerazione del fatto che già dall’inizio dell’utilizzo della terapia trasfusionale si comprese che si potevano trasmettere infezioni.

Il danno biologico riportato dal paziente viene quantificato nella misura del 70-75%, in quanto a causa della trasfusione e della conseguente insorgenza dell’epatite C il paziente dovrà nel prossimo futuro sottoporsi ad un trapianto di fegato.

La CTU conferma pertanto ancora una volta il costante orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità secondo la quale il Ministero della Salute è responsabile a titolo extracontrattuale per le trasfusioni di sangue infetto praticate negli anni alle persone, per omissione di sorveglianza e vigilanza sulla corretta applicazione delle normative in materia.

Il nostro scopo è quello di essere in prima linea in questa battaglia a fianco di coloro che per omesso controllo da parte del Ministero si ritrovano contagiati e beffati da uno Stato che difficilmente ammette le proprie responsabilità.

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2017-09-26T18:27:30+02:0026 Settembre 2017|Danni emotrasfusioni infette, Senza categoria|