DANNI DA ESPOSIZIONE AD AMIANTO. LA CORTE DI APPELLO DI TORINO ASSOLVE I DIRIGENTI OLIVETTI DAI REATI CONTESTATI: ECCO PERCHÉ LA SCELTA DEL GIUDIZIO CIVILE È PIÙ VANTAGGIOSA

DANNI DA ESPOSIZIONE AD AMIANTO. LA CORTE DI APPELLO DI TORINO ASSOLVE I DIRIGENTI OLIVETTI DAI REATI CONTESTATI: ECCO PERCHÉ LA SCELTA DEL GIUDIZIO CIVILE È PIÙ VANTAGGIOSA

Corte di Appello di Torino, 18.04.2018. Vengono assolti dai reati di omicidio colposo e lesioni perché “il fatto non sussiste” gli imputati condannati in primo grado per i casi di malattia asbesto correlata e decesso degli (ex) lavoratori dell’Olivetti di Ivrea.

Siamo ancora in attesa della pubblicazione delle motivazioni della sentenza ma  sono sempre di più le sentenze penali che non rendono giustizia ai lavoratori esposti all’amianto o ai loro eredi.

Occorre allora ribadire, ancora una volta, le sostanziali differenze tra l’azione penale e l’azione civile.

Innanzitutto, la responsabilità penale è personale e quindi qualora si opti per tale strada non si instaura il giudizio contro la società datrice di lavoro, ma contro i dirigenti e gli amministratori della stessa. Solo in caso di condanna sarà possibile ottenere il risarcimento del danno. Incerta è inoltre la riscossione di tali somme in quanto spesso il patrimonio delle singole persone fisiche non riesce a coprire gli importi riconosciuti in sede giudiziale a titolo di risarcimento del danno.

L’azione civile, al contrario, si promuove contro il datore di lavoro, sia esso una Pubblica Amministrazione o una grande azienda privata o partecipata dello Stato. Tale azione consente di configurare, anche in assenza di una condanna penale, la responsabilità del datore di lavoro per morte o lesioni quando l’evento dannoso si sia verificato a causa dell’omessa adozione di quelle misure imposte dall’art. 2087 c.c. e di ottenere la condanna al risarcimento del danno in favore del lavoratore o degli eredi, ai quali potrà anche essere riconosciuto il danno da perdita del rapporto parentale. Infine, agendo contro i suddetti legittimati passivi non vi sarà nessuna incertezza nella riscossione delle somme riconosciute dal giudice.

Per quanto attiene poi al nesso causale, in ambito civilistico la prova consiste nella relazione probabilistica concreta tra comportamento ed evento dannoso, secondo il criterio, ispirato alla regola della normalità causale ossia del “più probabile che non”. In ambito penale, invece, la regula iuris non è quella della probabilità relativa, bensì quella dell’alto o elevato grado di credibilità razionale o probabilità logica.

Proprio perché “la disomogenea morfologia e la disarmonica funzione del torto civile rispetto al reato consente – e addirittura impone – l’adozione di un diverso criterio di analisi della causalità materiale” (ex multis Cass. Civ. n. 15991/2011) sarà molto più difficile ottenere una sentenza di condanna nell’azione penale rispetto a quella civile.

La prescrizione poi è un altro elemento distintivo. Molti procedimenti penali si concludono con l’assoluzione degli imputati per l’intervenuta prescrizione. I termini in tale caso decorrono infatti dalla consumazione del reato e continuano a correre nelle more del giudizio. In ambito civilistico, invece, la prescrizione comincia a decorrere solo dal momento della conoscenza dell’insorgenza della patologia e rimane “sospesa” per tutta la durata del procedimento. Le malattie asbesto correlate si manifestano decorsi minimo 10 anni dall’esposizione all’amianto per arrivare ad un picco intorno ai 40-42 anni e terminando a 50, come riconosciuto da consolidata letteratura medico-legale. Solo da questo momento inizia a decorrere la prescrizione. Questo fatto consente ai lavoratori che sono stati a contatto con l’amianto di far valere i propri diritti anche molti anni dopo l’esposizione.

Tutte queste considerazioni fanno propendere favorevolmente per l’azione civile in luogo di quella penale. Tale scelta, è sempre stata sostenuta da Gestione Crediti Pubblici, che affidandosi alla competenza dello Studio Legale Frisani da tempo assiste i lavoratori esposti ad amianto o i loro eredi nei giudizi civili, garantisce un’effettività di tutela e offre maggiori chances di ottenere un riconoscimento quantomeno economico per tutte le vittime delle fibre killer e dei loro eredi.

2018-04-20T12:05:04+00:00 20 aprile 2018|Danni per esposizione all'amianto|