Danni per esposizione all’amianto2018-05-23T15:23:21+00:00
Risarcimento Danni Amianto

Amianto: la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l’uso (almeno apparentemente) in molti paesi, tra cui anche l’Italia, eppure a distanza di anni continua a mietere vittime. Ottenere un risarcimento è diritto sia di chi ha sviluppato una patologia da amianto, sia di chi è anche solo stato esposto all’amianto, per lavoro o per altri motivi.

Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non sia pericolosa: un’esposizione prolungata nel tempo o a elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarne le patologie associate (asbestosi, tumori alla pleura, carcinomi polmonari, ecc.). E’ per questo motivo che la sola esposizione all’amianto determina già le condizioni per ottenere un risarcimento.

IN QUALI CASI SI PUO’ RICHIEDERE UN RISARCIMENTO?

  • Se hai contratto una malattia legata all’esposizione ad amianto: è il caso di molti operai, ferrovieri, marittimi, che hanno lavorato a contatto con l’amianto.
  • Se hai subito un danno morale a causa di esposizione all’amianto, a prescindere da una lesione effettiva dell’integrità psicofisica.

RISARCIMENTO LEGATO ALL’INSORGERE DI UNA MALATTIA ABSESTO-CORRELATA

Nei casi in cui si sia contratta una malattia per esposizione all’amianto, il diritto al risarcimento può essere fatto valere in ogni caso in cui l’insorgenza della malattia sia in relazione con l’avvenuta esposizione al materiale stesso e tale diritto è da pretendere indipendentemente dal fatto che al soggetto sia stato riconosciuto o meno un indennizzo.

La legge n. 257 del 1992 legifera (tra le altre cose) i benefici riconosciuti ai lavoratori esposti all’amianto. In tal senso, introduce una rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici per i periodi lavorativi che prevedono un’esposizione al minerale nocivo. Ma ciò che è più importante è che la persona lesa ha diritto e ha interesse a chiedere anche un risarcimento, che nella maggior parte dei casi supera di gran lunga la cifra riconosciuta per l’indennizzo.

RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE

Il risarcimento del danno morale per il turbamento psicofisico connesso ai pericoli dell’esposizione all’inquinamento ambientale può anche prescindere da una lesione effettiva dell’integrità psicofisica della persona. Ciò che si richiede in ogni caso è la dimostrazione, a cura del richiedente, della rilevante gravità dell’evento, del reale turbamento psichico e dell’esistenza di una relazione fra tale turbamento e l’evento dannoso (l’esposizione all’amianto).

Questo principio è stato affermato dalla Corte Costituzionale in riferimento a una controversia di richiesta di risarcimento danni, mossa dai dipendenti di un’azienda, esposti all’inalazione di polveri di amianto nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative ed è in linea con il consolidato orientamento giurisprudenziale, inaugurato dalla sentenza del 21 febbraio 2002 (Cass. S.U. n. 2515 del 2002) in relazione al caso Seveso. In quel contesto, infatti, la Suprema Corte affermò l’autonoma risarcibilità (a prescindere dalla lesione di un’integrità psicofisica e dall’esistenza di altri danni patrimoniali) del danno morale soggettivo, in favore dei soggetti esposti a un ambiente inquinato, qualora sia raggiunta la prova dell’effettivo turbamento psichico conseguente all’esposizione.

TERMINI PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO

Nella richiesta danni per esposizione lavorativa all’amianto il termine di prescrizione è quello dell’illecito contrattuale e quindi di 10 anni dalla presa coscienza del nesso tra il danno subito e il contatto con l’amianto; mentre per la richiesta danni per esposizione all’amianto extra lavorativa – ipotesi che può venire in rilievo per i parenti del lavoratore che abbiano comunque subito dei danni – normalmente il termine di prescrizione è di 5 anni dal verificarsi dell’evento lesivo.

Gli effetti negativi dell’esposizione all’amianto possono manifestarsi in un momento molto successivo alla esposizione stessa. Proprio per questo motivo il termine iniziale da prendere in considerazione per la prescrizione del diritto al risarcimento deve farsi decorrere dal momento in cui il danneggiato abbia preso coscienza del nesso esistente tra il danno presente e la causa remota (l’esposizione all’amianto per l’appunto).

Rivolgendoti a Gestione Crediti Pubblici, affidi il tuo caso a un team di esperti con esperienza pluriennale nel settore dei risarcimenti per amianto.  Contattaci per richiedere la nostra consulenza.

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È possibile chiedere il risarcimento danni per esposizione ad amianto sul luogo di lavoro?2017-02-02T19:36:44+00:00

È certamente possibile chiedere il risarcimento danni quando nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative si è stati costretti a manipolare e ad avere, comunque, contatto con l’amianto e/o con materiali composti con amianto e suoi derivati senza alcun tipo di protezione e senza essere in alcun modo informati del rischio per la salute connesso a tale esposizione.

Qual è l’entità del risarcimento che potrei ottenere?2017-02-02T19:38:02+00:00

Stabilire l’entità del risarcimento a priori non è possibile. L’unica certezza è che quanto più grave è stato il danno subito, tanto più alta sarà la cifra in risarcimento del danno.

Quali documenti occorrono per istruire la pratica?2017-02-02T19:38:35+00:00

Il materiale necessario va valutato singolarmente da caso a caso. Una volta contattato il nostro staff, è necessario effettuare una prima valutazione in modo da accertare la reale fattibilità dell’azione legale. I nostri esperti dovranno, in pratica, documentazione alla mano, verificare se esistano o meno gli estremi per procedere alla richiesta di un risarcimento del danno.

Va comunque tenuto a mente che l’attore (il lavoratore e/o per lui gli eredi) ha l’onere di dimostrare:

  • la condotta illecita del datore di lavoro (dimostrare la mancata informazione ai lavoratori dei rischi e la esposizione del lavoratore all’amianto).
  • l’evento (l’insorgenza di una patologia ricollegabile all’esposizione all’amianto).
  • il nesso di causalità (la riferibilità all’amianto della patologia lamentata).

Tali dimostrazioni dovranno essere fornite mediante allegazione di apposite perizie medico-legali e prove documentali che certifichino il nesso di causa, permettendo di quantificare il danno biologico e/o il danno patrimoniale patito in conseguenza dell’illecito. Una volta introdotto, il giudizio potrà seguire modalità di svolgimento e di conseguenza tempistiche differenti, variabili caso per caso, in base alla complessità della causa ed alle difese di controparte.

Cosa devo fare una volta che ho deciso di agire per la tutela dei miei diritti?2017-02-02T19:39:21+00:00

Basta contattare lo staff di GCP telefonando al numero verde 800 034 193 o compilando il form di richiesta informazioni. Un esperto del nostro staff richiederà un’analisi precisa (e gratuita) dei fatti e degli elementi di rischio in base ai quali si desidera procedere legalmente. In seguito, dopo una preliminare valutazione della situazione effettiva, viene definito, caso per caso, il protocollo di analisi e di documentazioni da compiere.

Perché scegliere Gestione Crediti Pubblici?2017-02-02T19:39:54+00:00

Le caratteristiche del nostro servizio sono:

  • NESSUN ANTICIPO.
  • ASSISTENZA DURANTE TUTTO L’ARCO DEL PROCEDIMENTO.
  • PAGAMENTO SOLO A RISARCIMENTO OTTENUTO.

La filosofia e il punto di forza di Gestione Crediti Pubblici consistono nell’offrire una consulenza gratuita a chi ne abbia necessità, partendo dalla valutazione dei presupposti che individuano l’opportunità di un’azione risarcitoria. Il tutto assolutamente senza alcun costo iniziale per l’assistito. Il cliente non anticipa nulla, neppure le spese processuali, di cui ci facciamo carico noi. Il nostro compenso viene calcolato in forma percentuale solo sull’effettivo risarcimento riconosciuto al cliente; nel caso in cui l’azione legale abbia un esito negativo, il cliente non sostiene alcuna spesa.

Chi paga l’avvocato incaricato di chiedere il risarcimento del danno?2017-02-02T19:40:23+00:00

Il compenso professionale dell’avvocato è a carico di Gestione Crediti Pubblici.

Se non ricevo il risarcimento devo pagare qualcosa?2017-02-02T19:40:51+00:00

No, nel caso di mancato risarcimento il cliente non dovrà sostenere nessuna spesa.

Se ricevo il risarcimento devo pagare qualcosa a GCP?2017-02-02T19:41:17+00:00

Solo nel caso in cui il cliente riceva il risarcimento, a GCP viene riconosciuta una percentuale su quanto effettivamente viene incassato dal cliente.

Quali danni sono risarcibili?2017-02-02T19:41:51+00:00

In caso di lesione dell’integrità fisica del lavoratore per esposizione all’amianto, il DANNEGGIATO ha diritto ad ottenere il risarcimento dei seguenti danni:

  • del danno patrimoniale, conseguenza eventuale e consistente nella diminuzione della capacità di produrre reddito e in ogni ulteriore danno effettivamente determinato, sia sotto il profilo del lucro cessante che sotto quello del danno emergente.

  • del danno morale ,eventuale, consistente nella sofferenza temporanea sia psichica che fisica conseguente alla lesione.

  • del danno esistenziale, quale lesione dell’integrità dell’individuo nel suo aspetto dinamico-relazionale per quelle mutate abitudini di vita da ricollegarsi alla patologia accusata.

  • del danno biologico (danno alla salute) nella misura patita in maniera permanente o temporanea dal danneggiato.

Gli EREDI possono inoltre richiedere:

  • il risarcimento del danno biologico iure successionis, ottenendo cioè il danno che sarebbe spettato al deceduto.

  • il risarcimento del danno biologico iure proprio, nella forma di danno biologico, proprio quando risulti che abbiano subito lesioni al proprio bene salute (stati ansiosi, depressivi, ecc.) e come danno da privazione del rapporto parentale.

  • il risarcimento del danno patrimoniale subito dai familiari per il venir meno dell’eventuale contributo economico portato dal de cuius (qualora questi fosse produttore di un reddito) nell’ambito familiare.

Quanto potrebbe durare una causa di risarcimento danni?2017-02-02T19:42:20+00:00

Non è possibile dare una risposta certa, essendo troppe le variabili legate all’instaurazione e al successivo svolgimento di un processo di tale tipo.

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