Danni da uranio impoverito2018-05-23T15:20:35+00:00
Risarcimento Uranio Impoverito

L’azione legale relativa al risarcimento danni per l’esposizione all’uranio impoverito prevede che il soggetto richiedente tale procedimento sia stato effettivamente esposto a zone radioattive, quindi, contaminate; inoltre, deve sussistere il nesso causale tra la manifestazione della malattia e l’esposizione alle fonti radioattive.

In dettaglio, è necessario che sia provato il nesso di causalità tra la malattia contratta e l’operazione bellica, o di pace, compiuta, nonché l’attività lavorativa svolta in ambiente contaminato, poiché solo in tale ipotesi risulterà conseguentemente accertabile una responsabilità nei confronti del soggetto che avrebbe dovuto adottare tutte le misure protettive necessarie.

La responsabilità per l’eventuale malattia contratta dal soggetto è riconducibile a coloro che avrebbero dovuto tutelare la salute dei soggetti loro sottoposti, quindi è necessario dimostrare che il Ministero della Difesa, in ambito militare, ovvero i relativi responsabili in ordine a ulteriori altri rapporti fossero stati a conoscenza della presenza del materiale radioattivo senza avere disposto l’adozione di protezioni.

Pertanto, la mancata informazione da parte dei responsabili dei lavoratori sia civili che militari sulla pericolosità della missione che si svolge in ambienti radioattivi, e la conseguente mancata adozione dei mezzi di prevenzione permettono un’azione di responsabilità (ex art. 2043 c.c.) nei confronti dei responsabili qualora sia dimostrato che la malattia è conseguenza certa dell’esposizione alla fonte radioattiva.

MODALITÀ E PROCEDURA DELL’AZIONE LEGALE

Prima di rivolgersi al Giudice, si procederà con un’azione di richiesta danni nei confronti dei soggetti direttamente responsabili del fatto dannoso; il D.P.R. 37 del 2009 prevede la possibilità di esperire un ricorso per risarcimento danni (ex art. 3).

Per potere dimostrare che la malattia di cui è affetto il soggetto (cittadino o militare) sia conseguenza dell’esposizione alle radiazioni di uranio sarà necessario effettuare una visita medico legale finalizzata alla rilevazione delle nanoparticelle presenti nel sangue.

Qualora quest’azione di risarcimento danni sopra indicata non avesse esito positivo sarà possibile rivolgersi al giudice competente al fine di convenire in giudizio i responsabili del fatto dannoso e richiedere  risarcimento per responsabilità  (ex art. 2043 c.c.) per aver colposamente omesso di adottare tutte le opportune cautele atte a tutelare i propri soldati dalle conseguenze dell’utilizzo dell’uranio impoverito.

Scheda approfondimento Uranio Impoverito

Scarica il file: commissione+parlamentare+uranio+impoverito+2005.pdf

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Quanto costa chiedere il risarcimento?2017-02-09T15:13:06+00:00

Gestione Crediti Pubblici anticipa tutte le spese necessarie e calcola il proprio compenso esclusivamente in percentuale sull’importo liquidato dal Giudice. Nessuna somma sarà dovuta in caso di mancato recupero. In buona sostanza chi si rivolge a GCP è certo di non dover pagare nulla se non recupera il proprio credito. Si aggiunga che il più delle volte la somma che si recupera è di gran lunga maggiore di quanto lo Stato avrebbe corrisposto spontaneamente, in quanto comprende gli interessi legali, gli interessi anatocistici (interessi su interessi) e, se dovuta, anche la rivalutazione monetaria con l’effetto di coprire quasi l’intera somma dovuta a GCP così che il più delle volte il costo è pari a zero.

Se ricevo il risarcimento devo pagare qualcosa a GCP?2017-02-09T15:12:25+00:00

Solo nel caso in cui il cliente riceva il risarcimento, a GCP viene riconosciuta una percentuale direttamente sull’importo della somma liquidata dal Giudice.

Se non ricevo il risarcimento devo pagare qualcosa?2017-02-09T15:11:53+00:00

No, nel caso di mancato risarcimento il cliente non deve sostenere nessuna spesa.

Chi paga l’avvocato incaricato di chiedere il risarcimento del danno?2017-02-09T15:11:25+00:00

Il compenso professionale dell’avvocato è a carico di Gestione Crediti Pubblici.

Quali sono i vantaggi di scegliere Gestione Crediti Pubblici?2017-02-09T15:10:51+00:00

I vantaggi per il cliente non si limitano al risparmio di tempo ed energie, ma sono soprattutto di natura economica. Scegliere GCP non rappresenta infatti una spesa, bensì un guadagno per il cliente. Come è possibile? Lo Stato, di fronte alla semplice richiesta di un privato o di un’impresa, paga (con i noti ritardi) il minimo cui è tenuto per legge, cioè la cifra del credito pregresso con l’aggiunta dei soli interessi legali. Con Gestione Crediti Pubblici si ha invece la possibilità di recuperare rapidamente non solo il credito e gli interessi, ma anche la rivalutazione monetaria, se dovuta, e gli interessi anatocistici (cioè gli interessi maturati sugli interessi), somme che al privato cittadino non verrebbero mai corrisposte spontaneamente seguendo l’iter ordinario del rimborso o del pagamento.

Cosa devo fare una volta che ho deciso di agire per la tutela dei miei diritti?2017-02-09T15:10:18+00:00

Basta contattare lo staff di GCP che richiederà un’analisi precisa (e gratuita) dei fatti e degli elementi di rischio in base ai quali si desidera procedere legalmente. In seguito, dopo una preliminare valutazione della situazione effettiva, viene definito, caso per caso, il protocollo di analisi e di documentazioni da compiere.

Quali documenti occorrono per istruire la pratica?2017-02-09T15:09:45+00:00

Il materiale necessario va valutato singolarmente da caso a caso. Una volta contattato il nostro staff, è necessario effettuare una prima valutazione in modo da accertare la reale fattibilità dell’azione legale. I nostri esperti dovranno, in pratica, documentazione alla mano, verificare se esistano o meno gli estremi per procedere alla richiesta di un risarcimento del danno.

Come si svolge il procedimento per chiedere il risarcimento?2017-02-09T15:09:07+00:00

Dopo avere raccolto le informazioni di base con la prima telefonata, GCP procede a raccogliere la documentazione medica del cliente.
Si fa quindi visionare la documentazione al medico legale e se il medico ravvisa gli estremi per procedere si informa il cliente che si può procedere.
Si procede quindi alla firma del contratto e dei documenti necessari (presso la sede di GCP oppure presso un notaio in zona del cliente).
Una volta raccolta tutta la documentazione si effettua un tentativo stragiudiziale, mettendo in mora il soggetto legittimato passivo (ad esempio il Ministero della Difesa, nel caso di soggetti che hanno svolto servizio militare) tramite raccomandata a/r.
Se GCP riceve una risposta a seguito della raccomandata si intavola una trattativa, altrimenti (come succede nella maggior parte dei casi) bisogna procedere con un’azione legale. Si individua quindi il tribunale competente e si avvia una causa legale.

Chi può richiedere il risarcimento?2017-02-09T15:08:31+00:00

Possono richiedere il risarcimento tutti i soggetti che siano venuti a contatto con l’uranio impoverito, sia per missioni militari che nel corso di operazioni civili.

È possibile richiedere il risarcimento danni per le cure necessarie?2017-02-09T15:07:59+00:00

Si. Le spese mediche di genere vario, sostenute o da sostenere, sono dovute, in quanto documentate, ovvero presumibili e notorie quali normali effetti dell’evento lesivo.

È possibile richiedere, in caso di morte, il risarcimento danni in favore dei parenti?2017-02-09T15:07:28+00:00

Sì. È possibile richiedere il danno in caso di morte dei congiunti a causa di patologie derivanti dall’esposizione all’uranio impoverito.
Un’importantissima sentenza del Tribunale di Roma (Sent. n. 10413 del 2009) ha espressamente riconosciuto le tipologie di danno subite dagli eredi del congiunto morto a seguito di una malattia contratta per esposizione a tale materiale.
Tipologie di danno possibili:

1) Danno jure proprio
– Danno non patrimoniale: descritto nella forma del danno morale e non del danno biologico poiché quest’ultimo sarebbe risarcibile solo nel caso in cui la sofferenza per la perdita del congiunto permanga, con la stessa intensità e con le medesime conseguenze, per tutta la vita; è escluso anche il danno esistenziale.
– Danno patrimoniale.

2) Danno jure ereditatis
– Danno sia biologico che morale: da liquidarsi in via equitativa tenendo conto delle condizioni soggettive della vittima.
“Questo è un danno nel quale i fattori della personalizzazione debbono valere in un grado assai elevato e, per questa ragione, non può essere liquidato attraverso l’applicazione automatica dei criteri contenuti nelle tabelle utilizzate dai Tribunali, ma deve essere compiutamente adeguato al caso concreto

È possibile un risarcimento danni per essere stati esposti all’uranio impoverito senza essersi ammalati ancora di una patologia relativa?2017-02-09T15:06:48+00:00

È necessario procedere a una valutazione individuale di ogni singolo caso.
In primo luogo occorre definire se una data persona sia da considerarsi un “soggetto a rischio” o meno. A tale fine è necessario stabilire se sia sufficiente basarsi su una probabilità di rischio, ad esempio del 10%, oppure se debba esserci un grado maggiore di probabilità e, conseguentemente, si pone il problema di chi sia autorizzato a stabilire questo grado di probabilità, cioè: la “condizione necessaria”.

Potrebbe considerarsi “soggetto a rischio” chi si è trovato vicino a un obiettivo colpito da un proiettile all’uranio (o da nanoparticelle di proiettili convenzionali), ma contemporaneamente non è facile definire il parametro della vicinanza rispetto a un obiettivo colpito. Vicinanza che può significare, da parte del soggetto, il trovarsi a 5 metri dall’obiettivo, o a 50 o a 500 metri, o a 5 chilometri?
In sostanza, è necessario conoscere le “storie operative” di ciascuna persona.
Gli effetti che possono manifestarsi variano in base a numerose condizioni. In ordine all’esplosione di munizioni le situazioni possono differenziarsi allorché l’obiettivo, carro armato, bunker, edificio, sia stato colpito da proiettili anticarro, i quali contengono qualche decina di grammi di uranio impoverito, oppure da un missile da crociera che, negli alettoni, contiene ne contiene delle barre da 300 kg.
Inoltre, in relazione alla pericolosità delle nanoparticelle, occorre stabilire che il soggetto che abbia ingerito, o aspirato, particelle a distanza (da definire) da un obiettivo colpito è sottoposto a maggiori rischi di malattia rispetto al soggetto che abbia toccato, a mani nude, proiettili e residui di proiettili (nelle disposizioni di sicurezza emanate fin dal 1984 si precisa che i rischi da considerare riguardano anche il maneggio di materiale bellico, a freddo).
In sintesi, pronunciarsi su un legame probabilistico senza aver dato una risposta a taluni quesiti similari a quelli sopra accennati, risulta del tutto vano, quanto meno al fine di stabilire a chi concedere specifici risarcimenti.

Come si può stabilire il “grado di probabilità” considerato di entità sufficiente a decretare la concessione di un indennizzo?2017-02-09T15:06:01+00:00

Circa il pericolo dello sviluppo di patologie tumorali, e di altro tipo, in relazione all’esposizione all’uranio impoverito, si deve ricordare quanto disposto dalla Legge 27 del 2001 (e in dettaglio, dall’articolo 4 bis del testo), con cui il legislatore, in conformità con tale potenziale rischio, imponeva una campagna di monitoraggio sanitario delle condizioni di salute dei cittadini italiani che “a qualunque titolo hanno operato od operano nei territori della Bosnia Erzegovina e del Kosovo”. Prescrizioni attuate con il Decreto del 2 ottobre del 2002 del Ministero della Salute.

Cosa fare in caso di presenza di uranio impoverito vicino a civili abitazioni?2017-02-09T15:05:23+00:00

Si deve procedere con un attento monitoraggio delle patologie che si riscontrano su persone e animali che sono costretti a vivere in prossimità di ambienti contaminati. Ad esempio, nel caso del poligono di addestramento del Salto di Quirra è stato proposto un progetto di analisi epidemiologica che sarà prossimamente esteso anche ai paesi confinanti.
Il D.P.R. 37 del 2009 fornisce una tutela anche per “i cittadini italiani residenti nelle zone adiacenti alle basi militari sul territorio nazionale presso le quali è conservato munizionamento pesante o esplosivo e nelle aree di cui alla lettera b). Per zone adiacenti si intendono quelle rientranti nella fascia di territorio della larghezza di un 1,5 km, circostante al perimetro delle basi militari o delle aree di cui alla lettera b)”.

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