DECRETO SVUOTACARCERI – 7.000 DETENUTI LIBERI NEL PROSSIMO BIENNIO

DECRETO SVUOTACARCERI – 7.000 DETENUTI LIBERI NEL PROSSIMO BIENNIO

Il governo è intervenuto con un provvedimento straordinario, un decreto legge, sui problemi del mondo della giustizia e delle carceri. Per il premier Enrico Letta si tratta di “una prima importante risposta alla lettera rivolta dal Capo dello Stato al Parlamento” sull’emergenza carcere.

Il Decreto – Letta ha spiegato che il decreto prevede “l’utilizzo sostanziale del braccialetto elettronico” e istituisce la figura del garante nazionale dei detenuti. Il braccialetto è consentito solo per i domiciliari, ha precisato il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. “Ci auguriamo che il Parlamento discuta il decreto con la necessaria urgenza”, ha detto Letta. La Cancellieri ha sottolineato che per smaltire la popolazione carceraria i “tossicodipendenti saranno favoriti ad andare in un centro di recupero” e che sarà consentita la “liberazione anticipata speciale” che consentirà un’uscita dal carcere, scaglionata, per 1.700 detenuti nei prossimi mesi. “Vale per i prossimi due anni, scatta da 45 a 75 giorni come riduzione di pena concepibile a decorrere, in via retroattiva, dal 1° gennaio 2010 con accertamento. Non c’è nulla di automatico, tutto viene affidato al giudice”. Per i detenuti stranieri, che sono il 30% della popolazione carceraria, “viene reso più efficace il sistema di identificazione. Mentre prima uscivano senza identificazione adesso ci sarà un sistema di ricognizione più efficace e il questore provvede all’espulsione. Questo potrebbe portare a espulsione di numerosi stranieri”, ha concluso il ministro.

Il Disegno di Legge – processo civile: fondamentale contro tempi biblici della giustizia.
Nel corso della riunione è stato approvato anche un disegno di legge – collegato alla legge di Stabilità 2014 – per la riforma del processo civile e un taglio dei tempi grazie all’obbligo di notifiche per via telematica, mentre il processo penale dovrà attendere l’inizio del prossimo anno per il varo di nuove norme destinate a introdurre nuovi meccanismi deflattivi. Anche per la giustizia civile, Letta sottolinea la portata del ddl delega, che interviene su una “materia fondamentale per rendere il nostro Paese quello in cui i tempi amministrativi non sono biblici, come oggi purtroppo avviene”. Ci aspettiamo, aggiunge Letta, “che il Parlamento discuta con urgenza il ddl per rendere molto efficiente il processo civile e smaltire l’arretrato”.

Ma cosa prevede il decreto carceri? L’obiettivo è quello di diminuire, in maniera selettiva e non indiscriminata, il numero delle persone ristrette in carcere. Spazio quindi a misure che incidono sui flussi di ingresso negli istituti di pena e destinate soprattutto ai detenuti per reati legati al piccolo spaccio di stupefacenti, reati cui si deve la presenza in carcere di un numero elevatissimo di persone. Il decreto agisce poi sulle “uscite” dal circuito penitenziario. Da un lato, estende la possibilità di accesso all’affidamento in prova al servizio sociale, sia ordinario che terapeutico; dall’altro, amplia a 75 giorni per ciascun semestre la riduzione per la liberazione anticipata, in un arco di tempo compreso tra il 1 gennaio 2010 e il dicembre 2015 e stabilizzando l’istituto della esecuzione della pena presso il domicilio prevista dalla legge n. 199/2010.

La Cancellieri precisa “non si tratta di una misura automatica” e non determinerà alcuna liberazione “immediata e in massa di un numero rilevante di detenuti”. Il nuovo regime “è spalmato nel tempo” e l’abbuono è comunque sottoposto “alla rivalutazione del Giudice che deve verificare il corretto comportamento dei detenuti”. Sui rischi che il decreto si trasformi in una misura di clemenza generalizza è lo stesso ministro a spiegare in conferenza stampa che non c’é “nessun indulto o indultino perché non c’é nulla di automatico”. Quanto ai reati più gravi previsti dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario (divieto di benefici per detenuti di provata pericolosità sociale), il dl stabilisce che per la riduzione della pena “è richiesta una motivazione rafforzata”.

2013-12-18T12:00:00+01:0018 Dicembre 2013|Carceri, News|