DIFFORMITA’ FISCALI IN CASO DI IMPOSTE NON VERSATE E DI RIMBORSI DOVUTI AL CITTADINO

DIFFORMITA’ FISCALI IN CASO DI IMPOSTE NON VERSATE E DI RIMBORSI DOVUTI AL CITTADINO

Secondo l’art. 36 bis del DPR 600/73 quando il Fisco iscrive a ruolo un importo da recuperare a titolo di imposte non versate richiede al contribuente a titolo di interessi il 4% annuo dal giorno successivo alla scadenza fino alla data di consegna dei ruoli all’agente di riscossione, il 4,5% annuo sulle somme rateizzate o sospese, il 2,68% annuo dopo i 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, il 30% a titolo di sanzione per omessi o ritardati pagamenti, il 6% a titolo di onere di riscossione, insomma il 42,68% sulle somme da versare.

Viceversa, quando è il Fisco a dover rimborsare al contribuente somme versate erroneamente si limita a corrispondere sulle stesse gli interessi nella misura del 2% annuo e dell’1% semestrale dal 1.1.2010, escludendo il primo e l’ultimo semestre in cui viene emesso l’ordinativo di pagamento; non è inoltre mai dovuto l’anatocismo e non sono previsti in caso di ritardo di pagamento né interessi di mora né sanzioni.

E’ evidente la disparità fra cittadini e Fisco, che peraltro disattende una serie di norme quali ad esempio quella sulla misura degli interessi fiscali per la riscossione e i rimborsi dei tributi (si pensi che continua a chiedere il 4% quando dovrebbe essere invece il 3,01%!), oppure quella sulla mancata adozione ad oggi del decreto ministeriale che determina il tasso di interesse fiscale.

Cercare di equiparare almeno in parte il contribuente al Fisco costituisce uno degli obiettivi della riforma fiscale di cui al ddl delega approvato dal Governo il 6 ottobre scorso, equiparazione invocata anche dalla Corte Costituzionale con la pronuncia n. 120/2021

 

2021-10-27T10:02:59+02:0027 Ottobre 2021|News|