Giorgio Napolitano visita il carcere di San Vittore

Giorgio Napolitano visita il carcere di San Vittore

 

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la giornata di oggi, si è recato nel carcere di San Vittore: è la prima volta che un capo dello Stato ha fatto visita nel famoso carcere di Milano. Durante questa visita, Napolitano ha nuovamente ribadito la situazione critica dei nostri istituti penitenziari.

Non senza polemica, inoltre, il presidente della Repubblica ha dichiarato che i suoi appelli riguardanti la situazione delle nostre carceri, definita da Napolitano “un problema che mette in gioco l’onore del nostro paese”, non sono stati mai ascoltati.

Queste sono state le sue dichiarazioni a riguardo:

Ho più volte e anche molto di recente colto ogni occasione per denunciare l’insostenibilità della condizione delle carceri e di coloro che vi sono rinchiusi. Avrei auspicato che i miei appelli fossero raccolti in misura maggiore di quanto non sia accaduta. Vi posso assicurare che questo è accaduto per vari appelli del presidente della Repubblica riguardanti anche altre questioni.

Il presidente della Repubblica, che è stato accolto da un gruppo di militanti radicali della lista Amnistia, Giustizia, Libertà, al grido di “Amnistia! Amnistia!”, ha aggiunto che questa visita non è stata altro che un ennesimo appello riguardo il problema:

Ho pensato tuttavia di dovere, accogliendo l’invito rivoltomi a visitare San Vittore, levare nuovamente la mia voce dopo che sul tema è intervenuta ancora la Corte europea per i diritti dell’uomo con una condanna per l’Italia. E’ in gioco una delle condizioni essenziali dello Stato di diritto. Sono in gioco il prestigio e l’onore dell’Italia e l’impegno che ne discende deve essere presente a tutte le forze politiche e ai cittadini elettori anche nel momento in cui è chiamato a eleggere il nuovo parlamento. La mancata attuazione delle regole penitenziarie europee conferma la perdurante incapacità del nostro Stato a realizzare un sistema rispettoso del dettato dell’artico 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità.

Il presidente della Repubblica, non senza un filo di commozione, non ha nascosto la speranza che il suo successore al Quirinale continui questa battaglia:

Confido che la mia testimonianza e le mie parole di oggi possano essere raccolte da chi mi succederà nelle funzioni di Capo dello Stato e da tutte le istituzioni rappresentative a cominciare dal parlamento che sta per essere eletto.

2013-02-06T12:00:00+01:006 Febbraio 2013|Carceri, News|