Giornata Mondiale Vittime dell’ Amianto: una guerra senza fine

Giornata Mondiale Vittime dell’ Amianto: una guerra senza fine

L’ Amianto uccide ancora, senza pietà. Una carneficina destinata ad aumentare, considerando che l’ Oms ha stimato che il picco di decessi per patologie asbesto correlate si raggiungerà nel 2025 e che, sempre secondo l’ Oms, nel mondo ci sono ancora 125 milioni di lavoratori esposti a questa fibra killer.

Per quanto riguarda l’ Italia, nonostante l’ amianto sia stato vietato da 27 anni, gli ultimi dati raccontano di una guerra impari, una vittoria schiacciante dell’ amianto: sei mila le vittime nel 2017, 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma che è la malattia caratterizzante l’ esposizione alla fibra e nella chi l’ha respirata lo ha fatto sul lavoro, ma ci sono anche casi di esposizione per motivi familiari, è il caso ad esempio delle mogli che hanno lavato per anni le tute da lavoro dei mariti respirando amianto loro stesse, oppure esposizioni ambientali. E se ti ammali di mesotelioma gli studi dell’ Airc ( Associazione Italiana per la ricerca sul cancro) producono un altro numero che è una condanna:  hai l’80% di probabilità di non sopravvivere oltre i cinque anni dalla diagnosi.  Così di amianto si continua a morire ed i processi penali per individuare i responsabili che hanno esposto migliaia di lavoratori all’ amianto mettendone a rischio e compromettendo per sempre la loro salute, continuano troppo spesso a concludersi con un niente di fatto vi è difficoltà nel perseguire penalmente i dirigenti perché difficile individuare il responsabile unico dell’ esposizione che ha determinato la malattia e perché si va troppo indietro nel tempo infatti spesse volte i diretti interessati non ci sono più oppure  il reato è prescritto. Allora che fare? Rinunciare a lottare? Rinunciare ai propri diritti? Assolutamente no, in soccorso di chi di amianto si è ammalato, o di chi ne è diventato troppo presto l’ erede, arriva l’azione civile. I vantaggi non si fermano ai termini di prescrizione, ma possono essere ravvisati anche nella prova della responsabilità del legittimato passivo (in questo caso un ente e non un singolo), nella sua solvibilità, ed in una conseguente quantificazione del danno che avrà importi maggiori.

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=IVeK14ooVlg

lo staff di Gestione Crediti Pubblici

 

 

2019-04-29T11:32:18+02:0028 Aprile 2019|Danni per esposizione all'amianto, News|