I DANNI PROVOCATI DAL VACCINO ANTI-COVID INDENNIZZATI DALLO STATO

I DANNI PROVOCATI DAL VACCINO ANTI-COVID INDENNIZZATI DALLO STATO

A seguito della pandemia che ha coinvolto tutti i paesi è stato introdotto il vaccino anti-covid, e in taluni casi lo stesso ha provocato dei danni alla salute ad alcuni soggetti.

Nonostante il vaccino stesso non sia obbligatorio la legge 210/1992, nelle successive interpretazioni della Corte Costituzionale, può essere invocata affinché detti danni vengano indennizzati da parte dello Stato.

L’indennizzo spetta solo, come da dato normativo, in caso di menomazione permanente dell’integrità psico-fisica riportata a seguito di vaccinazione, menomazione da valutarsi in sede medico-legale.

La Consulta, con numerose sentenze, ha esteso l’applicabilità della legge 210/1992 anche ai casi di vaccinazioni non obbligatorie, ma raccomandate, quale appunto quella anti-covid.

Fra queste basta citare la sentenza 268/2017 che ha esteso l’applicabilità della legge 210 ai vaccini antinfluenzali e la n. 118/2020 sui vaccini contro l’epatite A.

Precisa la Corte infatti che chi si vaccina, nonostante non vi sia l’obbligo, decide di porsi in una condizione di rischio a vantaggio della salute pubblica e dunque nell’interesse della comunità, di talché lo Stato ha l’obbligo di risarcire chi abbia riportato danni in conseguenza del vaccino.

A ciò si aggiunge, osserva la Consulta, che il fatto che le persone decidano di aderire al vaccino per la salvaguardia dell’interesse collettivo alla salute pubblica va adeguatamente considerato, ed è da questo che prende le mosse il diritto all’indennizzo, basato sulle esigenze di solidarietà sociale.

Conclude precisando che il consenso informato non può servire per esonerare lo Stato dalla responsabilità per reazioni avverse, per danni lungolatenti o per inefficacia del vaccino.

 

2021-10-07T07:56:55+02:005 Ottobre 2021|News|