Equa riparazione

23 03, 2015

Il ministero della Giustizia rende note le statistiche sui processi penali pendenti: un quinto di questi hanno già maturato una irragionevole durata

2015-03-23T12:00:00+00:00 23 marzo 2015|Equa riparazione, News|

Statistiche poco confortanti dal Ministero della Giustizia, è stato infatti pubblicato un dossier sui “numeri” dei procedimenti penali pendenti. Al 31 dicembre 2013 infatti il totale dei processi penali pendenti è pari a 3,5 milioni di cui un quinto di [...]

12 03, 2012

VIOLATO L’ART. 6 PAR. 1 DELLA CEDU ANCHE QUANDO L’ESECUZIONE DELLE DECISIONI RESE EX LEGGE PINTO TARDI OLTRE 6 MESI DALL’ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO

2012-03-12T12:00:00+00:00 12 marzo 2012|Equa riparazione, News|

Con la pronuncia sul caso Follo ed altri c. Italia la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo afferma che l'astensione per più di sei mesi dall’adozione di misure necessarie a conformarsi alla decisione resa in punto di euqa riparazione costituisce violazione del diritto dei ricorrenti all’esecuzione delle sentenze garantito dall'articolo 6 § 1 della Convenzione. Si ribadisce dunque l'applicabilità dell'art. 6 CEDU alla fase prettamente esecutiva del processo.

5 10, 2011

DUE PRONUNCE DELLA CORTE DI CASSAZIONE STATUISCONO SULLA ECCESSIVA DURATA DEI PROCESSI IN AMBITO FALLIMENTARE ED IN ORDINE ALLA QUANTIFICAZIONE DEL RISARCIMENTO PER OGNI ANNO DI RITARDO

2011-10-05T12:00:00+00:00 5 ottobre 2011|Equa riparazione, News|

Qualora le procedure fallimentari eccedano i termini di ragionevole durate del processo il giudice dovrà considerare la complessità del caso attraverso un esame analitico dei sub-procedimenti; in merito alla quantificazione del risarcimento i giudici della corte di cassazione stabiliscono che lo stesso non potrà discostarsi da dai canoni di liquidazione fissati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a meno che non ne sia data una ragionevole motivazione. La Corte di Cassazione in queste due pronunce conferma quanto perseguito dallo staff legale di Gestione Crediti Pubblici e dal suo legal manager avv. Pietro L. Frisani in tema di quantificazione sia del tempo che del ristoro economico per l’eccessiva durata dei processi

9 11, 2010

TEMPI DELLA GIUSTIZIA: L’ITALIA E’ AL 156° POSTO SU 181. MEGLIO DI NOI ADDIRITTURA ANGOLA E GABON!!!

2010-11-09T12:00:00+00:00 9 novembre 2010|Equa riparazione, News|

L’ennesima conferma arriva dal rapporto stilato a cura della Banca Mondiale che, a partire dal 2004, ogni anno analizza sistematicamente il grado di competitività e la facilità di fare impresa in 181 Paesi. Ebbene il nostro Paese resta fanalino di coda per quanto riguarda i tempi della giustizia, saldamente ancorato al 156° posto. Un dato impietoso che diventa paradossale se si pensa che tutti gli altri Paesi europei si collocano tra i primi 50 posti della classifica e che meglio di noi fanno persino Paesi quali Gabon o Angola! Vincenzo Carbone, primo presidente della Corte di Cassazione, afferma che “tutte le nazioni europee hanno registrato lievi progressi mentre in Italia occorrono ancora 1.210 giorni per recuperare un credito”. Tanto per farsi un'idea, in Francia di giorni ne bastano 331, in Germania 394, nel Regno Unito 399, in Belgio 505, in Spagna 515 (media Ocse: 462 giorni). Ma non c'è solo la lentezza a rendere impietosa la statistica relativa al nostro paese. I processi in Italia infatti non sono solo lenti, risultando altresì tra quelli che richiedono il maggior numero di procedure (40 contro una media Ocse di 30) e tra i più esosi, con un costo corrispondente al 30 per cento del debito azionato (contro una media Ocse del 19 per cento). Ma veniamo a qualche dato: occorrono in media ben 800 giorni per una causa di separazione, e addirittura 1.000 prima che un procedimento civile prenda il via in primo grado, con giacenze che variano dai 762 giorni del Nord ai 954 del Centro, dai 1.079 delle Isole ai 1.172 del Sud. Tempi biblici che ogni anno presentano un conto salatissimo alle aziende, stimato in 2,3 miliardi di euro. E la lentezza cronica della giustizia italiana va ovviamente ad incidere anche sulle casse dello Stato che in virtù della c.d. legge pinto deve risarcire le vittime della giustizia lumaca. Il dato è inquietante se si pensa che l’Erario ha già versato 150 milioni di euro in risarcimenti per eccessiva durata dei processi cui vanno aggiunti i 117 milioni ancora da pagare, per un totale complessivo di 267 milioni di euro!!