RISARCIMENTO DANNI PER EMOTRASFUSIONI INFETTE:  IL GRANDE BLUFF DELLA TRANSAZIONE CON IL MINISTERO

RISARCIMENTO DANNI PER EMOTRASFUSIONI INFETTE:  IL GRANDE BLUFF DELLA TRANSAZIONE CON IL MINISTERO

Nel 2007 il legislatore ha introdotto la possibilità per le persone ammalatesi di epatite o HIV a causa di emotrasfusioni infette di intraprendere la strada della transazione con il Ministero della Salute. Tale novità è stata introdotta al fine sia di rendere più celere il riconoscimento del risarcimento del danno a favore dei malati sia di estinguere gran parte dei contenziosi pendenti in materia.
Purtroppo questa strada si è rivelata un grande bluff per i malati, i quali si sono visiti ancora una volta negare i propri diritti.
Sono infatti i numeri, impietosi, a parlare: 6500 domande di transazione giunte al Ministero (dall’ottobre 2009 al gennaio 2010), 3600 le domande analizzate, tutte respinte.
La legge ha difatti posto dei limiti troppo stringenti per il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno da emotrasfusioni, prevedendo che la transazione non si possa applicare per le trasfusioni avvenute prima del 1978 e che il suddetto diritto si prescriva se sono trascorsi più di 5 anni tra la richiesta di indennizzo ex L. 210/1992 e la notifica dell’atto di citazione che aveva instaurato il giudizio poi interrotto a fini transattivi.
Pertanto ad oggi l’unica via ancora percorribile per alleviare le sofferenze dei malati appare ancora una volta quella delle aule di Giustizia nazionali e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

2013-05-10T12:00:00+02:0010 Maggio 2013|Danni emotrasfusioni infette, News|