SI AL DIALOGO TRA CORTI, MA ALL’ITALIA VA IL PRIMATO IN EUROPA PER CONDANNE PER INFRAZIONI E INDENNIZZI PER VIOLAZIONI DI DIRITTI UMANI

SI AL DIALOGO TRA CORTI, MA ALL’ITALIA VA IL PRIMATO IN EUROPA PER CONDANNE PER INFRAZIONI E INDENNIZZI PER VIOLAZIONI DI DIRITTI UMANI

In base ai numeri del report annuale 2019 sull’attività della Corte di Giustizia dell’Unione Europea si evince una grande fiducia nei confronti della stessa da parte dei Giudici interni dei Paesi Uee (+1.905 nuovi casi e 1.739 casi decisi). Anche la Corte Europea dei diritti dell’Uomo vede un aumento dei casi (+ 1.160).

Vi è stata anche una riduzione dei tempi medi di decisione innanzi alla CGUE (15,6 mesi a fronte dei 18 mesi del 2018).
L’Italia – insieme a Germania e Francia – risulta tra i Paesi che si rivolgono maggiormente alla Corte per questioni di interpretazione del diritto Ue o per accertamenti di validità di atti (c.d. rinvii pregiudiziali).
L’Italia -sempre seguita dalla Francia – è, altresì, in cima alla lista per condanne per procedure d’infrazione (con 656 casi dal 1952 al 2019).

Purtroppo anche dal report annuale sullo stato delle esecuzioni del Consiglio d’Europa emerge che l’Italia, nella maggior parte dei casi (42 contro 17) non rispetta i termini di pagamento per gli importi dovuti a seguito di condanne arrivate da Strasburgo. Dopo la Russia, l’Italia è infatti seconda per condanne per violazioni convenzionali. Tali violazioni solo nel 2019 hanno visto versare ben € 16.964.113,00 dal nostro Paese.

 

2020-09-22T18:40:05+02:003 Agosto 2020|News|