Tribunale di Trieste: condannato il ministero della salute ad oltre 450 mila euro di risarcimento

Tribunale di Trieste: condannato il ministero della salute ad oltre 450 mila euro di risarcimento

CONDANNATO IL MINISTERO DELLA SALUTE AD OLTRE 450 MILA EURO DI RISARCIMENTO DEL DANNO PER I FAMILIARI DI UNA VITTIMA DI EMOTRASFUSIONI INFETTE.

Altra importante vittoria dello Studio Legale Frisani per le persone danneggiate da emotrasfusioni infette!

Il Tribunale di Trieste, con la recente sentenza n. 321 del 26.4.2016, ha infatti riconosciuto la responsabilità del Ministero della Salute per le trasfusioni di sangue infetto praticate nel 1988 ad un paziente presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, ricoverato per subire un intervento di ulcera gastrica, trasfusioni a causa delle quali egli aveva contratto l’epatite HCV, virus scoperto soltanto ben 11 anni dopo nel corso di un normale controllo di routine.
Lo studio Frisani ha agito in qualità di difensore degli eredi della vittima, deceduta nel 2010 a seguito della evoluzione della patologia in epatocarcinoma, per ottenere il risarcimento del danno subito dai congiunti (moglie e figli) a causa della responsabilità omissiva dell’amministrazione.
La sentenza, accogliendo le richieste, ha accertato la sussistenza del reato di omicidio colposo a carico del Ministero, con un termine di prescrizione di 10 anni decorrenti dal decesso della vittima, in quanto, come emerso dalla consulenza tecnica espletata in corso di causa, ben due dei tre donatori del sangue trasfuso al paziente erano risultati positivi al virus HCV.

Il Tribunale ha dunque ritenuto la sussistenza di nesso causale fra le trasfusioni eseguite e l’insorgenza di HCV, accertando che il Ministero non aveva attuato alcuna attività né di prevenzione né di controllo, obbligo sussistente a suo carico, causando con detta illegittima condotta la malattia della vittima, come sostenuto fin dall’assunzione dell’incarico da parte del legale.
Il Tribunale ha in effetti chiarito come la condotta dell’amministrazione sia stata connotata da colpa proprio per omissione di vigilanza, e ciò anche se le emotrasfusioni infette risalivano al 1988 e il virus dell’epatite C era stato isolato solo nel 1989; come precisato dalla sentenza triestina le Sezioni Unite della Suprema Corte, fin dal 2008, hanno ritenuto che nel caso di infezioni da HCV, HBV o HIV trattasi di un unico evento lesivo, ovvero della lesione dell’integrità fisica (del fegato) dovuta alla trasfusione infetta, e ciò in quanto fin dalla conoscenza del virus dell’epatite B sussiste la responsabilità anche per il contagio da epatite C, giurisprudenza dalla quale il giudice friulano non si è discostato.

E’ stato ottenuto, nei confronti del Ministero soccombente, pieno riconoscimento delle voci di danno richieste in favore dei congiunti del paziente deceduto.
La sentenza ha infatti condannato il Ministero al risarcimento del danno morale e del danno per la privazione del rapporto parentale, quest’ultimo, come osserva il Tribunale, particolarmente rilevante non solo perché volto a tutelare l’intangibilità della sfera familiare, ma anche perché quantificato in considerazione del legame di parentela, della convivenza col defunto e delle abitudini di vita comune.

L’Amministrazione dovrà dunque corrispondere a titolo di risarcimento del danno la somma di € 180.000,00 l’uno ai due figli della vittima, e la somma di € 102.000,00 in favore della moglie (quest’ultima aveva infatti già percepito una tantum l’indennizzo di cui alla legge 210/92), importi liquidati secondo le tabelle del Tribunale di Milano, cui dovranno aggiungersi gli interessi legali dalla data della domanda fino all’effettivo pagamento e le spese legali e di CTU.
Si tratta di una sentenza che si inserisce nel solco delle altre numerose pronunce di merito di altri tribunali, riconoscendo la responsabilità ministeriale per omissione di vigilanza sulle prescrizioni da seguire nel caso di circolazione e somministrazione di emoderivati; purtroppo, come nel caso in esame, spesso i pazienti sono deceduti a causa del sangue infetto, e la pronuncia di Trieste ha finalmente concesso agli eredi della vittima un adeguato riconoscimento economico per la perdita subita, per la quale lo studio Frisani esprime piena soddisfazione.

2017-10-16T16:21:09+00:0026 Apr 2017|Cat I nostri successi|