Sindrome dei Balcani: le vittime dell’uranio impoverito

Sindrome dei Balcani: le vittime dell’uranio impoverito

Sindrome dei Balcani, l’uranio che uccide

L’uranio impoverito ha ucciso centinaia di persone, ma la via dell’oblio è quella che agli orecchi di molti funziona meglio. Numeri da paura, se si pensa che la Sindrome dei Balcani ha fatto registrare oltre 7500 malati ed un numero di decessi che ha superato quota 300.

Un altro grande scandalo italiano. Sotto accusa il SISTEMA ITALIA che non ha garantito le minime misure di sicurezza nonostante fosse noto da tempo che l’Uranio Impoverito fosse un problema serio. Sono tantissimi i militari che al rientro a casa hanno palesato patologie di tipo diverso. Dal pilota istruttore di elicotteri, al carabiniere scelto, la partecipazione alla missione Internazionale di Pace nelle Repubbliche della Ex Jugoslavia è stato come affrontare un viaggio verso un futuro ignoto, dalle mille traversie che si andavano ad aggiungere ad una missione complessa.

Questa esperienza bellica, che per alcuni è degenerata nella Sindrome dei Balcani, oggi comporta analisi e controlli periodici per disintossicare al meglio il proprio corpo. Purtroppo, non in tutti i casi si riesce, visto che per alcuni si è palesata come una malattia neurologica degenerativa cronica, ed irreversibile.

All’inizio poteva sembrare un caso eccezionale, poi con il passare del tempo, sono stati moltissimi i casi di persone che al rientro da Iraq, Libano, Afghanistan hanno presentato patologie; ci troviamo di fronte a delle vittime di una guerra che non sapevano che li avrebbe rincorsi sino alle mura domestiche.

Uranio: tutti sapevano, tranne i soldati

Lo schieramento dei contingenti è stato fatto prima che si venisse a conoscenza delle mappe dettagliate dei bombardamenti effettuati dall’esercito NATO che sono state rese note solo un anno dopo. Chi aveva lanciato proiettili all’uranio impoverito sapeva perfettamente dove erano stati lanciati, ma non ha fatto niente per tutelare e salvaguardare coloro che sono intervenuti in quelle zone in tempi successivi. Al momento nessuno sa come mai siano state fatte quelle divisioni sul territorio e perché.

Un silenzio assordante, una bomba che ferisce mortalmente, visto che le istituzioni che ci dovrebbero difendere improvvisamente diventano figure impenetrabili, una sorta di muro di gomma sul quale si rimbalza senza ottenere una risposta esauriente ed esaustiva.

Possibile che nessuno sapesse niente? Abbiamo impegnato dei contingenti del nostro esercito, abbiamo spedito dei soldati in un’operazione di pace, senza che venissero adottate le più comuni ed accurate misure di sicurezza.

Sono una trentina gli elementi chimici che sono stati rinvenuti: tra cui il titanio, arsenico, uranio, stronzio, cesio, nucleotidi radioattivi di metalli ad azione genotossica. Molti pazienti sono una tavola periodica di elementi chimici ad alto rischio. Al ritorno dalla missione, la malattia che compare, lo stomaco dilaniato da sostanze ad alto rischio che avrebbe cagionato permanentemente lo stato di salute di qualsiasi persona.

Proiettile Uranio Impoverito: nesso di Causalità

Per la scienza il meccanismo è molto chiaro, con le nuove tecnologie siamo in grado di dimostrare il nesso di causalità tra gli elementi contaminanti e patologie neurogenerative. Inchieste si sono susseguite nel tempo per cercare i responsabili, per capire chi abbia mandato questi uomini ad affrontare “una guerra” senza le opportune misure di sicurezza.

Dietro al problema dei militari che al ritorno hanno palesato problemi più o meno gravi di salute rimane il problema dei civili la cui esposizione ai contaminanti bellici non è stata temporanea, bensì permanente, come una condanna!

Analisi hanno dimostrato che le fasce di età a più alto rischio è proprio quella in età prescolare, dai cinque anni in su. Il giocare con elementi ad alto potenziale radioattivo ha contribuito nell’alimentare questo “focolaio” portandolo a numeri giorno dopo giorno sempre più preoccupanti. Da questo momento in poi, oltre ad un’attenta cura e opportuno monitoraggio del corpo militare tornato dalle varie di missioni intorno al mondo, sarà proprio quello di “svelenire” i bambini, ripulire, con un effetto “chelante” i loro corpi da queste sostanze tossiche che attualmente girano all’interno del loro corpo.

Cosa significa EFFETTO CHELANTE
Un tipico trattamento che viene utilizzato nel caso si voglia procedere alla rimozione dei metalli tossici ed eventualmente prevenire possibili danni a loro associati.

D’ora in avanti si eviti qualsiasi promessa. Sarebbe la peggiore sconfitta! Ogni giorno il numero degli ammalati aumenta. “Non vi lasceremo mai soli”, frase che esce spesso dalle bocche di alti funzionari oppure dai nostri governanti, ma chi si ammala non chiede compagnia, è legato, come è giusto che sia, alla concretezza della vita, chiede un’indennità per causa di servizio.

Spesso, anzi quasi sempre, il Ministero ricorre in appello, i tempi dei tribunali si dilatano, passano anni prima che si arrivi a sentenze definitive. La prima vittoria giuridica è datata 03 Novembre 2012, quando il Tribunale Civile di Roma stabilì con una sentenza che a uccidere un militare che aveva prestato servizio in Bosnia era stato l’uranio impoverito. Proprio per questo motivo il Ministero fu condannato a pagare quasi un milione di Euro ai familiari perché finalmente era stato riconosciuto il nesso causale tra la patologia del linfoma di Hodgkin e l’esposizione all’Uranio.

Sindrome dei Balcani tutela

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    2022-10-21T11:07:20+02:009 Luglio 2022|Sentenze|