Sangue infetto: Ministero della Salute nuovamente condannato, il maxi risarcimento deve essere eseguito.

Sangue infetto: Ministero della Salute nuovamente condannato, il maxi risarcimento deve essere eseguito.

Lo scandalo del sangue infetto è stata una delle pagine più buie e dolorose della storia di Italia, gli anni tra il 1980 ed il 1990 hanno visto immettere in circolazione sia per il circuito ospedaliero delle trasfusioni sia per quello dei  prodotti emoderivati, sacche di plasma provenienti da soggetti e luoghi considerati ad alto rischio infezioni, senza che alcuna vigilanza sulla sicurezza o meno di queste sacche venisse attuata dal Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1980 in poi sono stati migliaia i cittadini italiani che hanno contratto i virus dell’ Epatite C o dell’ Hiv per colpa di trasfusioni o emoderivati infetti valutati- invece – come “buoni”.
Ma la vicenda non si è conclusa con la fine di quel decennio, gli effetti sulla salute e le azioni di indennizzo e risarcimento per trasfusioni infette sono più che mai attuali. In più di una azione di risarcimento il Ministero della Salute è stato condannato, tuttavia talvolta è “pigro” nel rispettare le sentenze. E’ quanto è accaduto ad esempio  in Umbria :  la vicenda inizia  nel 1988,  quando durante un ricovero in ospedale, una donna sottoposta a trasfusioni di sangue contrae l’ epatite C. Il Ministero, un anno e mezzo fa è stato condannato ad un maxi risarcimento di 305.428,84 euro “a titolo di risarcimento del danno da emotrasfusioni avvenute nel 1988 con sangue infetto da epatite C” , ma la signora è stata costretta a ricorrere al Tar per chiedere l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Perugia. Adesso il Tribunale amministrativo ha messo un punto fermo sul risarcimento dovuto poichè non ha rinvenuto “ragioni per denegare la richiesta esecuzione, non avendo il Ministero provveduto al pagamento delle somme in questione” e ha disposto che il Ministero della Salute “provveda entro il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica o dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, al pagamento delle somme dovute in favore di parte ricorrente”.

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2019-01-09T17:18:09+00:009 Gennaio 2019|Danni emotrasfusioni infette, News|