Risarcimento Sangue Infetto Condannato Ministero della Salute

Risarcimento Sangue Infetto Condannato Ministero della Salute

Risarcimento Sangue Infetto: nesso causale tra infezione e contagio

risarcimento trasfusioni infetteRisarcimento sangue infetto: una storia che si ripete — quasi un paradosso — dove lo Stato, quello che in teoria ci rappresenta e ci difende, diventa un mostro da combattere. Quante volte ci capita di leggere sui quotidiani o di sentire al telegiornale di sentenze passate in giudicato, dove i dicasteri, invece di pagare per le proprie responsabilità allungano i tempi, costringendo i legali e i loro assistiti a lunghi e tortuosi percorsi per avere quello che un giudice ha sancito con una giusta sentenza.

Sono tantissime le vicende giudiziarie sorte a seguito di queste tristi storie, dove il compito più difficile è proprio quello di dimostrare che la contrazione dell’infezione da:

  • Epatite B
  • Epatite C
  • Oppure HIV

sia imputabile al Ministero della Salute a seguito di un suo comportamento negligente nell’adozione di tutte quelle misure preventive ad impedire un possibile contagio.

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La storia di una paziente che stiamo per raccontare ricalca quanto scritto poche righe sopra.

  • Tanti anni fa subì una trasfusione di sangue infetto;
  • in quell’occasione contrasse l’epatite C;
  • Da lì anni di silenzio a causa della latenza della patologia;
  • poi l’inizio di una lunga battaglia legale contro lo stato, per avere giustizia.

epacEntrando nello specifico, dobbiamo scivolare indietro sino all’anno 1975: un intervento di routine all’Istituto di clinica chirurgica presso l’Ospedale Santa Chiara per l’esecuzione di due operazioni al rene sinistro durante le quali vennero praticate iniezioni di sangue infetto.

Risarcimento Sangue Infetto

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L’attore di questa storia — dopo aver scoperto solo in tempi recenti di essere malato —  assistito dallo staff legale di Gestione Crediti Pubblici ha fatto richiesta di risarcimento.

Sin dall’inizio la questione si è rivelata più complicata del previsto.

Il Tribunale di Roma in prima battuta ha dovuto risolvere la spinosa questione legata all’eccezione di prescrizione sollevata dalla controparte. I togati dopo attenta analisi hanno rigettato il tutto precisando come “i termine di prescrizione di diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto per contagio da emotrasfusioni una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo decorre dal giorno non dal giorno in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita come danno ingiusto conseguente al comportamento di un terzo”. 

Il ruolo del CTU investito dal tribunale è stato fondamentale, proprio grazie alle risultanze tecniche ha evidenziato le responsabilità della controparte. Venivano rilevati gravi omissioni sia nei canonici controlli in maniera di raccolta e di sicurezza, sia sulla tracciabilità del liquido ematico per essere oggetto di trasfusione. Altresì veniva evidenziata, una forte menomazione del periziato con una riduzione sensibile dell’integrità psicofisica.

I giudici del tribunale della città capitolina hanno affermato la sussistenza del nesso causale fra le trasfusioni praticate al soggetto e la contrazione della patologia, sia sulla base dei documenti allegati agli atti sia sulla base delle risultanze della consulenza tecnica eseguita in corso di causa.

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indennizzo sangue infettoIl dicastero nonostante abbia tentato di dimostrare di aver tenuto una condotta irreprensibile, l giudice civile del Tribunale di Roma preso atto della situazione, dopo una lunga ed attenta analisi ha condannato il Ministero della Salute al pagamento della somma di oltre 500.000,00 euro a titolo di risarcimento dei danni patiti subiti dall’interessato.

Tirando le somme sulla vicenda sembra incredibile come le omissioni da parte del Ministero della Salute abbiano spinto sino ad un contagio.

In altre parole è inaccettabile che le istituzioni che ci dovrebbero tutelare non ammettano le proprie responsabilità, facendo orecchi da mercante, obbligando i cittadini ad aprire un lungo e complicato contenzioso per rivendicare i propri diritti, frutto di errori e omissioni di uno stato inadempiente e negligente.

Per una trasfusione fatta con liquido ematico infetto si può rischiare di morire, di essere contagiati da patologie come l’epatite virale nelle forme B e C oppure l’HIV, non si può pensare di lasciare tutto dentro ad un cassetto.

Sangue infetto: come fare richiesta risarcimento economico

Nella sventurata ipotesi che si subisca un danno alla propria salute, noi di Gestione Crediti Pubblici siamo a disposizione per potervi aiutare nel migliore dei modi, specialmente quando in primis non è necessario anticipare nessun euro per le spese legali. La richiesta per un giusto risarcimento economico passa da una lunga e costosa causa che spesse volte genera sconforto e preoccupazione nelle persone.

La figura dello staff di Gestione Crediti Pubblici diventa importante e fondamentale per aiutarvi al meglio; se in questo momento avete bisogno di un contatto con un membro dello staff legale puoi richiederlo (gratuitamente) compilando il form sottostante.

Dopo aver compilato la richiesta, un legale esperto in risarcimenti trasfusione sangue infetto ti contatterà in breve tempo.

Compila il form:

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    2022-06-09T01:15:58+02:0015 Marzo 2022|Approfondimenti|