Risarcimento rette rsa2026-05-13T10:50:48+02:00

La Cassazione ti dà ragione: spesso gran parte della retta non è a carico tuo ma del Servizio Sanitario Nazionale!

Quando la retta della RSA non deve essere pagata: la Cassazione chiarisce

La Corte di Cassazione, inserendosi in una giurisprudenza già orientata in tal senso, conferma che all’interno delle RSA sono forniti sia servizi socio-sanitari che cure ad alta integrazione sanitaria.

Nel caso analizzato, la Corte ha riconosciuto che la paziente era ospitata in un reparto specializzato per il trattamento dell’Alzheimer, dove venivano garantiti assistenza continua, trattamenti terapeutici specifici e monitoraggio costante delle condizioni cliniche.

La patologia da cui era affetta la paziente era di una gravità tale da far sì che il bisogno sanitario fosse del tutto prevalente rispetto a quello di natura assistenziale, e la Corte di Cassazione ha quindi stabilito che i relativi costi fossero a carico del Servizio Sanitario, e non della paziente o della sua famiglia.

Le cose da sapere

Chi ha diritto al rimborso

  • Anziani non autosufficienti ricoverati in RSA affetti da patologie degenerative che implicano cure mediche costanti
  • Pazienti cronici o con disabilità grave
  • Famiglie che hanno versato somme per l’assistenza sanitaria

Cosa ha stabilito la Cassazione

Una recente ordinanza della Cassazione (Clicca qui) conferma che:

“Se il bisogno prevalente dell’anziano ricoverato è di tipo sanitario (e non solo vitto e alloggio), la retta della RSA deve essere interamente coperta dal Servizio Sanitario Regionale.”

Non importa che la struttura sia pubblica o privata convenzionata: il diritto alla salute viene prima.
Conseguenze pratiche:
  • Quando prevale la natura sanitaria del servizio e le prestazioni di natura assistenziale sono strettamente e inscindibilmente correlate con il trattamento sanitario stesso, i familiari e gli anziani non devono più sostenere i costi delle rette sanitarie.
  • È possibile recuperare gli importi pagati negli ultimi 10 anni.
  • Anche chi ha già terminato il ricovero può agire per il rimborso purché entro i limiti di prescrizione.

  Cure sanitarie in RSA: cosa prevede la legge

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 febbraio 2001 stabilisce che le cure ad elevata integrazione sanitaria sono di competenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Al contrario, per le prestazioni a prevalente contenuto assistenziale, può essere previsto un contributo economico da parte del paziente.
La giurisprudenza ha ribadito che, nei casi in cui le cure offerte all’interno della RSA abbiano una finalità prevalentemente sanitaria, il costo non può gravare sull’assistito.
Il paziente ha diritto alla copertura totale delle spese da parte del servizio pubblico.

  Perché scegliere Gestione Crediti Pubblici

  • Specializzati in diritto sanitario
  • Nessun anticipo di spese legali
  • Assistenza personalizzata continua
  • Aggiornamento trasparente sulla tua pratica

Documentazione necessaria per valutazione

  • Contratto di ricovero o convenzione RSA (se disponibile)
  • Certificato di non autosufficienza con diagnosi di alzheimer o demenza senile

      Documentazione necessaria in un secondo momento (se si intraprende l’azione)

  • Ricevute o bonifici di pagamento della retta RSA
  • Documentazione medica integrale
  • Documento d’identità e codice fiscale del paziente e/o del richiedente

Non hai tutti i documenti? Nessun problema: possiamo aiutarti a recuperarli!

  Come funziona con Gestione Crediti Pubblici

La consulenza è sempre gratuita e non impegnativa!

Procurati la documentazione necessaria per la valutazione. Insieme analizzeremo la tua situazione e verificheremo se sussistono i presupposti per agire. Se l’esito sarà positivo, potrai decidere liberamente se proseguire.

I costi, se l’azione è fattibile e sceglierai di intraprenderla:

Cosa anticipiamo noi:

Gestione Crediti Pubblici si fa carico per te di tutte le spese dei giudizi e dei professionisti incaricati:

  • avvocati,
  • consulenti medici,
  • consulenti nominati dal giudice

Tu non dovrai sostenere i costi più importanti

Cosa versi tu:

Solo se intraptrenderai l’azione ti sarà richiesto:

  • un contributo iniziale di € 1.000 + IVA (totale € 1.220,00), a titolo di rimborso spese;
  • in caso di avvio della procedura giudiziaria, il pagamento del contributo unificato (che è la tassa che richiede lo Stato per depositare un ricorso in Tribunale ed è calcolato in base al valore della causa) e della marca da bollo da € 27,00 per l’iscrizione a ruolo.

  Quando ottieni il rimborso?

Al termine del procedimento, corrisponderai a Gestione Crediti Pubblici una somma pari al 20% (ventipercento) oltre IVA delle somme che ti verranno riconosciute (solo quando saranno incassate) a qualsiasi titolo in rapporto alla questione oggetto del mandato.

Ogni maggiore dettaglio sarà visionabile nel conferimento di mandato

Il primo passo per ottenere un risarcimento è la consulenza gratuita con lo staff legale di Gestione Crediti Pubblici.

Compila i campi qua sotto per avere subito ascolto e una chiara direzione da intraprendere.