TRIBUNALE DI LECCE: RISARCIMENTO A FAVORE DEI FAMILIARI DI UN LAVORATORE DELL’ARSENALE DELLA MARINA MILITARE DI TARANTO DECEDUTO A CAUSA DI ESPOSIZIONE AD AMIANTO

TRIBUNALE DI LECCE: RISARCIMENTO A FAVORE DEI FAMILIARI DI UN LAVORATORE DELL’ARSENALE DELLA MARINA MILITARE DI TARANTO DECEDUTO A CAUSA DI ESPOSIZIONE AD AMIANTO

Il Ministero della Difesa è stato condannato a pagare a titolo di risarcimento del danno “iure proprio” la somma complessiva di oltre € 500.000,00 circa a favore dei congiunti di una vittima dell’amianto

Con l’ordinanza pubblicata il 23 luglio scorso il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire i familiari di un lavoratore dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto deceduto a causa di mesotelioma pleurico contratto per esposizione ad amianto nel corso dell’attività lavorativa prestata come elettricista specializzato a bordo delle navi militari.

I familiari del lavoratore, che si sono affidati a Gestione Crediti Pubblici e sono stati legalmente assistiti  dallo Studio Legale Frisani, erano stati risarciti dal Tribunale di Taranto, giudice del lavoro, per il danno cd catastrofale (o tanatologico) subito da congiunto e reclamato iure hereditatis, inteso questo come sofferenza della vittima che lucidamente assiste allo spegnersi della propria vita.

I due contenziosi, separati per ragioni di competenza funzionale del forum destinatae solutionis, hanno trovato concordi sia il giudice del lavoro che il giudice ordinario sulla sussistenza di una chiara , comprovata responsabilità, attestata sia dalla consulenza tecnica d’ufficio resa nel giudizio svoltosi pressi il Tribunale di Taranto che dalle prove testimoniali escusse nel medesimo processo, del Ministero della Difesa per violazione dell’art. 2087 c.c., norma di chiusura del sistema, che sanziona l’inosservanza degli obblighi di protezione dei lavoratori e l’omissione delle norme di sicurezza.

In relazione al danno subito dai congiunti per la perdita del rapporto parentale il Tribunale di Lecce ha sottolineato, nell’ordinanza in commento, come la morte di un familiare determini sul nucleo familiare ” una rilevante modifica delle abitudini di vita correlate al calore che la presenza di uno stretto congiunto normalmente infonde e come la quantificazione di tale voce di danno non possa che esser liquidata con criterio equitativo da modularsi a seconda delle circostanze peculiari del caso concreto , tenendo conto , in particolare, dell’età della vittima e del dolore sofferto dai congiunti.

Una doppia vittoria sia per Gestione Crediti Pubblici che per lo Studio Legale Frisani che testimonia, ancora una volta, come la giurisprudenza sia sensibile ad accogliere le istanze dei lavoratori (o dei loro congiunti) vittime del pericoloso agente morbigeno, l’amianto, che manifesta i suoi devastanti effetti solo dopo molti anni dall’esposizione e quando, purtroppo, il processo patogeno è troppo avanzato per essere arrestato.

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2018-07-25T09:43:29+00:0025 Lug 2018|Danni per esposizione all'amianto, News|