NUOVO SUCCESSO IN MATERIA DI TRASFUSIONI DI SANGUE INFETTO

NUOVO SUCCESSO IN MATERIA DI TRASFUSIONI DI SANGUE INFETTO

Lo studio legale Frisani, riferimento di Gestione Crediti Pubblici, ha ottenuto un’altra importante vittoria in appello in materia di risarcimento dei danni subiti dagli eredi e congiunti di un uomo che era stato sottoposto a trasfusioni di sangue infetto.
In data 04 maggio 2026 è infatti stata emessa sentenza della Corte d’Appello di Roma che ha confermato anche in sede di impugnazione la condanna a carico del Ministero della Salute – già dichiarata all’esito del primo grado di giudizio – per i danni iure hereditatis e iure proprio ed ha anche riconosciuto la responsabilità contrattuale del Comune di Reggio Emilia per i danni subiti a causa della trasfusione di sangue infetto dall’uomo poi deceduto e trasmessi in via ereditaria alla moglie e alle figlie.
Il paziente era infatti stato emotrasfuso nel 1978 durante un intervento chirurgico d’urgenza subito in conseguenza delle ferite riportate in un sinistro stradale e successivamente, solo a seguito di esami medici eseguiti nel 1999, era emersa la positività al virus HCV. A causa di complicanze e dell’evoluzione della patologia in epatocarcinoma il paziente era deceduto nel 2008.
La Corte d’Appello di Roma, confermando sul punto la sentenza di primo grado, ha chiarito che è sussistente il nesso causale fra trasfusioni praticate al soggetto e contrazione della patologia, riconoscendo la responsabilità ministeriale per omissione dei controlli previsti sia per i danni iure hereditatis che per il danno parentale subito dai congiunti mogli e figlie.
I Giudici di secondo grado hanno inoltre riformato la sentenza del Tribunale di Roma, accertando e dichiarando anche la responsabilità della struttura ospedaliera (e di conseguenza del Comune di Reggio Emilia) – in relazione all’emotrasfusione e al contagio da virus HCV, in quanto la struttura sanitaria non aveva dimostrato la diligenza qualificata nell’utilizzo di sacche di sangue acquisite con l’esecuzione dei controlli imposti dalla normativa all’epoca vigente.
La Corte d’Appello di Roma ha quindi condannato in solido il Comune di Reggio Emilia e il Ministero della Salute al pagamento della somma di oltre 360.000,00 euro totali in favore delle eredi del paziente deceduto, a titolo di risarcimento del danno biologico e morale trasmessi in via ereditaria ed ha altresì condannato il solo Ministero della Salute in favore delle congiunte al pagamento del danno da perdita del rapporto parentale, liquidato complessivamente in oltre € 420.000,00, oltre ad interessi e spese legali.

 

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2026-06-30T12:26:02+02:0030 Giugno 2026|Approfondimenti, News, Sentenze|