RSA, pensioni che non bastano e famiglie in difficoltà: quando una retta diventa insostenibile

RSA, pensioni che non bastano e famiglie in difficoltà: quando una retta diventa insostenibile2026-05-20T14:58:53+02:00

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Una famiglia con un solo reddito da circa 1.200 euro al mese, una moglie invalida al 100% ricoverata in una RSA pubblica e una retta da pagare di 1.143 euro al mese, pari a circa 36 euro al giorno, nonostante contributi e agevolazioni. La moglie percepisce anche un assegno di accompagnamento di circa 500 euro, ma tra 500 euro di affitto, bollette, farmaci e spese quotidiane, il peso economico resta comunque insostenibile.

Il risultato? A fine mese, per molte famiglie, non resta praticamente nulla.

La storia raccontata da La Nazione (edizione Siena, 8 maggio 2026) fotografa una realtà che in Italia riguarda moltissime persone: quella di chi, dopo una vita di lavoro, si trova a dover affrontare costi enormi per assistere un familiare non autosufficiente.

I numeri aiutano a capire la portata del problema. Nella provincia di Siena, su 260mila abitanti, gli over 75 sono circa 37mila e di questi 8mila risultano non autosufficienti. La pensione media si aggira intorno ai 1.293 euro mensili, mentre le rette RSA possono superare i 3.000 euro al mese.

Una sproporzione evidente.

Quando arriva una patologia grave, oltre alla sofferenza personale e familiare, può arrivare anche una pressione economica capace di mettere in ginocchio interi nuclei familiari. Ma c’è un aspetto fondamentale che molti non conoscono.

Non sempre queste rette devono essere a carico della famiglia.

La giurisprudenza della Cassazione ha chiarito infatti che, nei casi di Alzheimer o gravi forme di demenza, quando le prestazioni erogate hanno natura sociosanitaria ad alta integrazione sanitaria, i costi non possono essere automaticamente scaricati sui familiari.

Perché in questi casi non si parla semplicemente di ospitalità o assistenza generica, ma di prestazioni strettamente connesse alla cura di patologie gravi e degenerative, che in determinate circostanze devono essere sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale.

Questo significa che i familiari di persone affette da Alzheimer o gravi forme di demenza non dovrebbero pagare queste rette secondo l’orientamento consolidato della Cassazione.

E se le hanno già pagate, potrebbero avere diritto a recuperare quanto versato.

Vuoi verificare gratuitamente il tuo caso e capire se esistono i presupposti per ottenere il rimborso delle somme pagate? 

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